ANIMALISTI AL PUNTO GIUSTO

ANIMALISTI AL PUNTO GIUSTO

Siamo prossimi alle elezioni e nel campo di gioco cominciano a definirsi gli schieramenti. Per “gestire” i pesi dei vari movimenti servono strategie accurate, ed ecco che fa la sua comparsa in pompa magna il Movimento Animalista.
Sono convinto che un partito monotematico semplicemente non dovrebbe esistere e ancora meno dovrebbe essere votato. È troppo importante la missione di chi si trova incaricato dai cittadini di scegliere per una miriade di situazioni che nulla hanno a che vedere con il tema del movimento, per immolarle tutte alla scelta animalista, assolutamente marginale nella gestione della cosa pubblica.
Chi voterà, eventualmente, la fazione della signor Brambilla lo farà per le sue convinzioni sulle politiche del lavoro? Per la sua visione dell’Europa? Per le sue determinazioni sulla gestione dell’immigrazione? Per i suoi progetti su come difendere l’agricoltura italiana? Per le sue idee sulla politica monetaria? O per cosa altro che condizionerà la vita di tutti noi durante la prossima legislatura? Davvero la si voterà pensando al pet-benessere e non interessandosi alla fine che potrà fare il nostro paese?
Certo è che il potente supporto del suo mentore, le offre grande visibilità, e quindi del consenso lo raccatterà. Ma a che pro? Davvero Silvio spenderebbe milioni per agnellini e cagnetti?
Ovviamente no. Quello che importa è spostare i voti.
La visione animalista non è propria della destra italiana, quindi serve lo strumento per avvicinare chi a destra non si spingerebbe. E se non per portare voti a Silvio&C. certamente per toglierne a quelle aree popolate da questo target, ovvero 5stelle e sinistra.
Se Movimento Animalista non arriverà a passare lo sbarramento del 5% non importa, se toglierà il 3% alla controparte sarà un grande successo che varrà l’investimento. E se invece arriverà in Parlamento, allora il danno sarà completo.
Questa è la missione della Brambilla, icona del mondo animalista che nella vita vera fa la “commerciante di cadaveri”, come dovrebbe essere definita secondo la terminologia animalista. Va infatti ricordato che la signora ha iniziato la sua attività gestendo l’attività di famiglia, Il Salumaio di Montenapoleone (bottega non esattamente vegana…) per poi allargarsi con la creazione del Gruppo SAL che include la Sotra Coast International (commercio all’ingrosso di pesci e crostacei, non vivi…) e la SAL Petfood (alimenti per animali non vegetariani…).
Chi sta immaginando di votare Movimento Animalista – se mai si presenterà alle elezioni – pensi bene non tanto a ciò che voterà, quanto all’occasione che perderà per un voto utile (anche se onestamente oggi è difficile identificarlo…) La signora Brambilla invece, considerando i 45 milioni di fatturato dell’azienda, continuerà a pensare che pecunia non olet, tantomeno puzza di carogna.
L.M.