Danni e soldi

Danni e soldi

Finirà così anche stavolta e i soldi li tireremo fuori noi.

Con tutta la disponibilità e il desidero di aiutare concittadini in difficoltà, ci sono però delle cose che vorremmo capire.

A prescindere dagli stanziamenti non utilizzati per la messa in sicurezza degli edifici che ora hanno ucciso i loro abitanti, vorremmo capire se davvero i soldi che ci vengono prelevati a favore delle popolazione danneggiate, vengono correttamente utilizzati. E per quanto tempo.

Parliamo delle accise sui carburanti. Davvero ciò che stiamo pagando per il terremoto del 1980 in Belice è un prelievo ancora indirizzato a quell’evento? Dopo 36 anni stiamo ricostruendo?

Lo stesso dicasi per il Friuli (1976), e l’Irpinia (1980). Lasciamo ancora “attiva” l’Emilia Romagna (2012…)

Allora, invece di chiedere improbabili utilizzi di fondi che non sono nella disponibilità del governo (jackpot del superenalotto, maxicompensi RAI…) dobbiamo pretendere che le accise già contemplate vengano indirizzate a supportare l’emergenza di questa ultima calamità, invece che incamerate per utilizzi che non ci vengono raccontati.

I soldi già ci sono, li mettiamo noi, ma non sappiamo che fine fanno; non chiedetecene altri che poi, finita l’emergenza, confluiranno ancora nel solito buco nero.