DRAGHI E I SUOI PADRONI

DRAGHI E I SUOI PADRONI

Qualcuno suggerisce in cuffia direttamente da Berlino. Arrivano le non-misure anticrisi della Bce. Deboli. Troppo deboli per una spirale deflazionistica aggravata ogni giorno da crisi di liquidità.
Serviva una cura da cavallo; al massimo arriveranno pastiglie per criceti. La misura della risposta di Francoforte ci fa capire la distanza non solo geografica da quella parte di Europa che sta soffrendo, dall’economia reale. Non bastano indicatori negativi mese su mese per occupazione, consumi, fallimenti. Quanto ancora dovrà peggiorare la situazione? Devono arrivare soldi veri e non promessi. Ora e subito. Hanno stabilito prestiti alle banche nell’ultimo trimestre 2014 e nei mesi da marzo 2015 a giugno 2016. Le medicine arriveranno? Ormai alla camera mortuaria, avanti di questo passo.
Dimenticavo. Hanno escluso la possibilità di concedere mutui ipotecari per gli istituti di credito. Temono bolle? No. Le banche devono poterci guadagnare: un finanziamento rende il doppio di un mutuo con garanzia reale.
Altro risultato: l’edilizia non potrà ripartire senza mutui per gli acquisti. Ricapitolando: la riduzione del denaro servirà solo a fare utili sulle speculazioni virtuali. Favorirà un valore minore sul cambio dell’euro per favorire chi si regge sulle esportazioni (Germania) visto il calo di consumi europei.
Quanto all’economia reale dei paesi mediterranei del Vecchio Continente continua il piano di sempre. Quale? Quello di asfissia da liquidità. Porterà i nostri territori (e con essi le nostre identità, come la Storia insegna) ad essere oggetto di svendite all’ingrosso. Per quello che rimarrà ancora da mettere sul mercato.

Agostino D’Antuoni