…e noi con chi?

È il momento dei partiti uninominali. Oggi non sembra prioritario il programma, l’obiettivo, la direzione, ma sembra vincere il marketing che sostiene l’immagine del singolo, data in pasto a cittadini svogliati e disattenti che prediligono forti slogan ad obiettivi concreti. Un’immagine costruita per sostenere EGO smisurati, tanto arroganti da voler essere leader a priori disposti ad accaparrarsi qualunque Armata Brancaleone possa portare voti.
Un nome, un duce (nel senso di condottiero…) al quale rifarsi per identificarsi, e per scaricargli la responsabilità: è “lui” che l’ha detto, è “lui” che deve farlo; io, cittadino al massimo ho il diritto di giudicarlo… e si finisce così per lasciarlo fare.
Indubbiamente un leader serve, ma che sia l’espressione di una pluralità che lo riconosce e lo sostiene. Dovremmo seguire un ideale, programmare il lavoro per il bene di tutti noi, aggregare risorse e competenze, e poi certamente identificare i volti di chi dovrà esporsi in prima linea, avendo il carisma e la competenza per sostenere le tesi.
Il contrario non funziona, se non con l’imposizione, con l’arroganza e con i soldi. Se questo è ciò che serve per fare un leader, allora noi di IO CAMBIO saremo soli, forti dei nostri convincimenti e dell’energia di chi saprà crederci. In politica accordi e alleanze sono inevitabili, occorre però saper calibrare le scelte, pesare gli alleati e tenere la barra dritta anche in presenza di marosi. Collaborare per condividere obiettivi è diverso dalla scelta di salire sul carro del vincitore.
L’importante è poter partecipare, per non uscire sconfitti senza aver combattuto, per non lasciare questo Paese in mano ai predoni, per il diritto civile e il dovere morale verso noi stessi e verso i nostri figli. Per questo, IO CAMBIO.
Luca Marchi