È QUESTA L’EUROPA?

Il fiume di esseri umani in arrivo sembra essere un fastidio per l’Europa. L’immagine dell’Italia che tira l’Europa per la giacchetta e quest’ultima che si scosta infastidita per non sentire, è deprimente. In questi giorni si svolgono vergognose trattative a “scaricabarile” con le quali ogni paese della UE cerca di sgattaiolare via per non guardare negli occhi questa tragedia.

Alla fine il cane bastonato continua ad essere l’Italia, incapace di fare la voce grossa e pretendere ciò che è giusto. Questa Europa che si vende come un unico quando c’è da raccattare danaro – allora si che ci prende in considerazione – ma che sparisce quando c’è da assumersi responsabilità, non è l’Europa che vorremmo. Ecco che interviene lo spirito nazionalistico di ognuno e trova motivi e cavilli per defilarsi. Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Spagna, Francia, Ungheria e con quest’ultima virtualmente l’Est Europa, tutti hanno “buoni motivi” per non accogliere.

La situazione al momento prevederebbe l’accoglienza dei migranti, ma si badi bene solo di una parte e solo dei “richiedenti asilo” (in pratica solo eritrei e siriani), quindi non gli “irregolari” che restano problema nostro; inoltre solo da oggi (da luglio) in poi, quindi tutti quelli che abbiamo già qui sono problemi nostri; perché? Perché si…

Finché non sapremo urlare all’Europa che i morti (ma anche i sopravvissuti) sono anche loro – degli altri stati – finché non saranno i paesi stessi ad avere la coscienza che questo problema è di tutti, non saremo quello cha la UE dovrebbe essere. Ma comunque nel frattempo noi continuiamo a pagare.

Luca Marchi