HANNO VOLTI, HANNO CUORI, HANNO SPOSE, HANNO FIGLI.

HANNO VOLTI, HANNO CUORI, HANNO SPOSE, HANNO FIGLI.

Nel 1927 la “Principessa Mafalda” grandioso piroscafo ormai vetusto, naufragò poco distante dalla costa del Brasile. La metà dei 1259 passeggeri, in gran parte migranti italiani, morirono nel naufragio. Questa è solo una delle tante disgrazie che uccisero moltissimi tra i14 milioni di nostri emigranti che a cavallo fra 800 e 900 lasciarono l’Italia per cercare di sopravvivere. I “sorci”, così li chiamavano in America, morivano di stenti e malattie a bordo di carrette del mare stipate all’inverosimile, per arrivare in paesi dove trovavano violenza e sfruttamento.
Oggi nel mondo ci sono tanti italiani (e loro diretti discendenti) quanti cittadini italiani vivono in Madre Patria.

Il flusso di disperati che sta raggiungendo le nostre coste non può incontrare solo cinismo: hanno volti, hanno cuori, hanno spose e figli. Hanno paura e fame. È l’occidente che ha contribuito a ridurli così, figli di una terra ricca e rapinata.
Però questo è un problema nostro quanto della Comunità Internazionale. I nostri stolti rappresentanti che hanno siglato il regolamento di Dublino (Governo Berlusconi e Lega Nord) ci hanno fatto carico di una responsabilità che ci compete solo in piccola parte.

Non sono le bombe, non sono i blocchi che possono fermare una marea umana che troverà sempre nuovi flussi col solo risultato di aumentare il tributo di sangue per raggiungere la meta.
L’occidente deve moralizzare la propria presenza in quelle terre e aiutare a renderle ospitali come possono essere, prima di tutto per i padroni di casa.
L’Europa deve rendersi responsabile della gestione dei flussi migratori accogliendo nei propri confini i migranti che ne hanno diritto. Per quanto tanti, essi distribuiti in un continente saranno pochi, isolati, controllabili e realmente integrabili.

Hanno volti, hanno cuori, hanno spose, hanno figli: ogni nazione europea deve sapere che questi morti sono anche loro.

Luca Marchi