Il cambiamento deve cominciare da noi

Il cambiamento deve cominciare da noi

Forse aveva ragione Lucio Dalla. Bisogna distrarsi. Per non pensare a ciò che accadrà il prossimo anno. L’economia mondiale crescerà di più. Trainata dagli Stati Uniti. Quella europea molto meno. Anzi. Obbligatorio sarà il ricorso alle politiche espansive della Bce (QE). L’unica variabile in cui sperare. L’acquisto sui mercati primari del debito pubblico degli Stati dell’Unione potrebbe rappresentare la salvezza. In cambio di altre cessioni di sovranità. Molto dipenderà dal nuovo governo di Atene. E dalle possibili richieste di taglio del debito pubblico greco. La Germania per questo potrebbe imporre al Governatore della Bce una diversa versione di politiche espansive: debito pubblico degli stati comprato dalle banche centrali e non dalla Bce. Risultato: nullo per le QE e possibile disastro alle porte. Per alcuni paesi del sud Europa le politiche espansive saranno necessarie. Soprattutto per noi. Il nuovo presidente del Consiglio del 2015 (come i predecessori) non potrà stimolare l’economia con spesa pubblica e deficit, non potendo creare moneta o svalutarla. Non si potranno tagliare tasse e spesa in percentuali significanti senza uscire dai vincoli di bilancio europei. Le notizie positive però arriveranno, non per merito nostro. Basso valore dell’euro e petrolio ai minimi aiuteranno ad impedire il tracollo, favorendo esportazioni e costi energetici fermi. A proposito: lo spread sul debito tedesco scenderà sotto quota cento senza salvare un solo lavoratore. Il Pil, diminuito da aggregati di comodo, non si scosterà da zero. La crisi, quella vera che osservi camminando in strada, non si fermerà. La disoccupazione continuerà a salire e con essa il calo dei consumi e l’aumento di sofferenze e procedure esecutive. Per qualcuno sono numeri per altri sono ferite non rimarginabili.Come nella canzone dicono che ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Per poterci ridere sopra e per continuare a sperare.Oggi non c’è nulla da festeggiare. Chi festeggia per l’oblio è complice. La speranza ora non basta più. Solo la consapevolezza dell’azione potrà salvarci. Perchè il corso della Storia è cambiato dalle rivoluzioni. Per realizzarle dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere negli altri.

Agostino D’Antuoni