Neve e macerie

Neve e macerie

Noi cittadini siamo disperati, umiliati, sconvolti nel constatare la nostra impotenza a fronte del grido di aiuto che arriva dalle zone del terremoto.
Un grido reale, inviato quando la connesione si rende disponibile tramite i post su FB, unica voce per i nostri connazionali condannati a morte sotto neve e macerie.
Da giorni ci viene comunicato che la situazione meteo sarebbe precipitata e oggi, con uomini e animali prossimi all’assideramento, sentiamo che si stanno approntando i mezzi, mezzi che avrebbero dovuto essere stati fatti convergere per tempo e in gran numero dalle regioni vicine per dare la priorità alla vera emergenza.
Solo i cittadini si stanno muovendo: chi offre un letto, chi uno stallo per animali, chi mezzi ed attrezzature. Ma l’invito delle autorità è di non muoversi, non agire.
Dove sono i milioni recuperati con le donazioni, ai quali si aggiungono numerose iniziative private? Con quei soldi, dopo mesi avremmo dovuto avere interi villagi operativi, mentre i nostri fratelli congelano in tende di stoffa coperte dal ghiaccio. Ci troviamo a rimpiangere il governo che in pochi mesi approntò migliaia di casette a l’Aquila…
La politica si sta occupando di arrivare a settembre evitando le elezioni per assicurarsi la ricca pensione, oppure sta cercando di raccattare soldi e privilegi in Europa.
E se non fosse disinteresse ma “solo” incapacità? Questo dovrebbe forse consolarci?
Con negli occhi l’urlo disperato di chi può solo scrivere in maiuscolo su FB con tanti punti esclamativi, possiamo solo constatare che tutto ciò è il termometro dell’interesse della classe politica per noi cittadini, un termometro che marca drammaticamente sottozero.