Rispetto e convivenza

Rispetto e convivenza

Forse non è un’invasione, ma certo è un problema. Il patetico tentativo di spiegarci che un’immigrazione indiscriminata è una risorsa, può andare bene solo a chi con la disperazione altrui fa business senza interesse a risolvere la situazione.
Si tratta di un problema risolvibile se c’è la volontà di farlo e se sono resi disponibili strumenti adeguati. Finché recuperiamo migliaia di persone vicino alle coste libiche e le scarichiamo in Italia per irradiarli in Europa, gli unici che ne traggono vantaggio sono coloro i quali incassano i denari stanziati.
Tutto ciò si trasforma in una presenza incontrollata e ingestibile che impatta in modo violento sulla vita di ognuno di noi. La generosità degli italiani è fuori discussione e sempre comprovata, ma imporre accoglienza indiscriminata, spesso a discapito di diritti acquisiti dai cittadini italiani, significa fare i conti senza l’oste. E a casa nostra l’oste siamo noi.
Immigrati e clandestini non sono la stessa cosa e vanno gestiti in modo differente. Le nostre famiglie, i nostri diritti, il nostro lavoro, non possono passare in secondo piano rispetto a millantati diritti di una massa di persone della quale troppo spesso non sappiamo nulla. Delinquenti? Evasi? Guerriglieri? Non arrivano solo famiglie disperate ma una varia umanità che troppo spesso non ha alcun rispetto di chi l’accoglie e che a volte prevarica i suoi ospiti.
Le nostre città, le nostre scuole, il nostro stesso modo di pensare stanno cambiando per adeguarci alle nuove esigenze di persone che troppo spesso non hanno alcuna intenzione di condividere (o almeno di tollerare) il nostro stile di vita.
I nostri avi hanno costruito il paese più bello del mondo e siamo disposti a condividerlo con chi lo rispetta. Non dobbiamo invece essere disposti a svenderlo in nome di un buonismo che potrà solo danneggiare chi arriva e chi resta.