SCOPRIRSI RICCO

Niente yacht, niente fuoriserie, niente proprietà immobiliari. Una vita lavorativa e sociale “normale”. Eppure il mio ISEE mi rivela più benestante della maggior parte dei miei concittadini. Lo vedo in occasione delle prestazioni sanitarie quando scopro che pago ticket che altri non pagano, lo vedo con le tasse scolastiche che le compagne di scuola di mia figlia non pagano, me ne rendo conto quando l’impiegato di banca nel compilare l’ISEE ci fa notare “ma davvero volete dichiarare questa somma ereditata? Non è alta ma vi fa uscire dalle esenzioni. Lo dico nel vostro interesse, queste cose non le dichiara NESSUNO…”

Non sono io quello che porta i figli a scuola con la fuoriserie ma ha la riduzione in mensa, non sono io quello che fa le vacanze nella villa in montagna ma ha le esenzioni sanitarie, eppure sono io quello con l’ISEE “alto”.

Sull’Eco di Bergamo di oggi leggo dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza in città: il 40% delle dichiarazioni ISEE è risultato irregolare. Ma va? Mi scopro “ricco” e vedo i “ricchi” che senza vergogna usufruiscono di sussidi.

Senza cambiare noi stessi, non possiamo aspettarci un cambiamento della società in cui viviamo. Vogliamo continuare a fare la gara a chi imbroglia di più il suo prossimo?

Luca Marchi