Grazie alle numerose conversazioni che abbiamo avuto con politici e addetti ai lavori, abbiamo compreso quale sarà ragionevolmente il destino della riforma istituzionale del Premierato.
Prima di “svelare l’assassino”, ci tengo a sottolineare che, mentre la politica si muove lentissima nel proprio intreccio di interessi, noi continuiamo a lavorare per favorire il dialogo e contribuire alla realizzazione della migliore riforma possibile.
A questo proposito lunedì 7 Aprile, presso Assolombarda a Milano, presenteremo il libro di Nicola Drago Il Premierato non è di Destra, un’occasione di confronto con ospiti illustri tra cui Sabino Cassese. La partecipazione è libera.

Tornando alla riforma, abbiamo ipotizzato quale sarà il suo iter. Il governo attuale ha il lusso, visto che è incidentalmente stabile, di poter pianificare le proprie sfide su un arco temporale di medio termine. Per questo motivo, “la madre di tutte le riforme” verrà affrontata quando le probabilità di successo saranno maggiori: discussione e approvazione in parlamento entro la fine dell’attuale legislatura (es. primavera 2027), con un referendum all’inizio della legisltaura successiva (es autunno 2027). Questo ovviamente supponendo che, come appare oggi probabile, alle prossime elezioni politiche il centrodestra vinca di nuovo e Giorgia Meloni venga riconfermata Presidente del Consiglio.
Perché con questo calendario la probabilità di successo sono maggiori? Perché Meloni ha scelto questa strategia? Per tre motivi.
Primo, se al referendum nel 2027 dovesse perdere -ovvero vincesse il “NO”- non sarebbe costretta a dimettersi, come invece accadde a Renzi nel 2016, in quanto appena rieletta alle elezioni politiche.
Secondo, ipotizzando che la sua seconda legislatura possa essere l’ultima, potrebbe presentare la riforma non come un vantaggio o un rafforzamento personale, ma come un lascito per garantire stabilità ai governi futuri.
Terzo, in caso di riconferma alle politiche del 2027, Meloni diventerebbe il Presidente del Consiglio di gran lunga più duraturo della storia repubblicana e i suoi rapporti di forza sia con l’opposizione che con gli alleati le sarebbero ancor più favorevoli.
Noi di ioCambio approfitteremo di questa tempistica dilatata per continuare a lavorare duramente e a fare di tutto per migliorare questa riforma, al momento decisamente imperfetta.Nel frattempo, come sempre, continueremo a tenervi aggiornati.
Alessandro Tommasi
Direttore ioCambio
Ps: non dimenticatevi di venirci a trovare per la presentazione del libro.