Attenzione alle favole sulla legge elettorale
Ciao! Speriamo che questa mail vi trovi al meglio. Finito un gennaio che sembra essere durato dei mesi ma che è stato anche un mese in cui si è parlato (poco) di temi istituzionali e di Premierato. La politica – e i media con essa – hanno velocemente virato su un tema che torna ciclicamente: la legge elettorale.
Abbiamo chiesto quindi a Natale d’Amico, già Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze e tra i primi firmatari dell’Appello di ricordarci nuovamente perchè quella della legge elettorale non è la strada da seguire
Si susseguono i retroscena secondo i quali la maggioranza abbandonerebbe il progetto di riforma istituzionale e di elezione diretta del capo del governo, per ripiegare su una semplice riforma della legge elettorale. E’ una strada che abbiamo già seguito, al tempo dei referendum per il maggioritario, e che non funziona, per tre semplici ragioni.
Primo: perché di leggi elettorali ne abbiamo cambiate ben quattro negli ultimi 35 anni (Mattarellum, Porcellum, Italicum e Rosatellum) e nessuna è riuscita a stabilizzare il sistema.
Secondo: perché da una riforma del sistema elettorale, introdotta con legge ordinaria, si può facilmente tornare indietro. Quindi, se anche fosse apparentemente risolutiva, nessuno potrebbe impedire che una futura maggioranza la modifichi altrettanto facilmente.
Da ultimo, e ancora più importante, perché senza una modifica della Costituzione non è possibile dotare il capo del Governo dei poteri di cui egli gode in ogni sistema parlamentare. A partire da quel potere di scioglimento delle Camere che è strumento essenziale per disciplinare la propria maggioranza, e così scongiurare ribaltoni e instabilità.
Per uscire dalla cronica instabilità politica italiana, che ci condanna al declino economico, non vi è che una via, cioè introdurre in Costituzione:
- l’elezione diretta del/della titolare dell’indirizzo politico (il Premier), che offra a chi sia prescelta/o dagli elettori gli strumenti necessari per governare
- un ballottaggio che le/gli garantisca la legittimazione democratica offerta dalla maggioranza assoluta dei votanti
- un sistema elettorale che accompagni la sua elezione con la maggioranza nei due rami del Parlamento
- il potere per il Premier di sostituire i ministri che non corrispondano più all’ indirizzo di governo
- la possibilità di verificare il proprio consenso tramite elezioni anticipate nel caso in cui la sua maggioranza si sfaldi
Tutto dovrà essere accompagnato da necessarie garanzie che evitino il tracimare dei poteri del capo del Governo; quindi occorre un meccanismo di elezione del Presidente della Repubblica che garantisca all’eletto un consenso più ampio della maggioranza che sostiene il premier, nonché uno statuto che dia all’opposizione parlamentare la possibilità di controllare l’azione del governo e avanzare con efficacia le sue proposte alternative.
ioCambio è nata per sostenere un progetto di riforma istituzionale così concepito. Non ci faremo distrarre da vie traverse, incapaci di riportare l’Italia sulla strada dello sviluppo economico e dell’equità sociale.
