Prima di tutto, benvenuti ai tantissimi nuovi iscritti alla nostra newsletter! Siamo la più grande piattaforma di promozione delle riforme istituzionali. Crediamo che aggiornare la nostra forma di governo, superando il parlamentarismo, sia il più grande cambiamento per il nostro paese dal dopoguerra. Perseguiamo la nostra mission in maniera assolutamente apartitica e indipendente -con incontri fisici e strumenti digitali- convinti che la stabilità dei governi assicuri responsabilizzazione dei politici, e quindi benessere per i cittadini.
Lunedì 13 siamo stati a Lodi ospiti dell’associazione Lodi Liberale per la presentazione del libro del nostro presidente Nicola Drago “Il premierato non è di destra. Perché cambiando la forma di governo (sempre che lo si faccia bene) si può aggiustare l’Italia”.
Non è stato un evento casuale: in un momento in cui il dibattito sul premierato si fa sempre più concreto, con il prossimo passaggio parlamentare previsto alla Camera verso fine anno, è importante continuare a ragionare nel merito, della qualità della riforma e di possibili, utili, modifiche.
Insieme a Nicola Drago sono intervenuti Nicolò Zanon, ex vicepresidente della Corte Costituzionale, e Alessandro Sterpa, professore di Diritto costituzionale all’Università degli Studi della Tuscia. A introdurre e moderare è stato Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.

Un’occasione per approfondire, confrontarsi, capire meglio perché questa riforma può davvero fare la differenza per il futuro del Paese.
E c’è un’altra grande novità
La vogliamo condividere con voi: diamo il benvenuto a Jacopo Esposito, nuovo coordinatore della nostra community. Da oggi sarà il vostro punto di riferimento per eventi, attività sul territorio e tutte le iniziative che continueremo a organizzare insieme.
Per qualsiasi informazione o proposta, potete scrivergli direttamente a jacopo.esposito@iocambio.com.
Come sempre, vi terremo aggiornati passo dopo passo.
LE OBIEZIONI ALLA RIFORMA
Se ti dicono:
“Il premierato così come è stato concepito non esiste da nessun’altra parte. Ma perché noi italiani dobbiamo sempre inventare nuovi modelli e non ne prendiamo uno già in uso?””
Rispondi così:
I più importanti Paesi d’Europa hanno creato ex novo sistemi istituzionali ad hoc e hanno coniato forme di governo che rispondessero al meglio alle loro caratteristiche sociali e alla loro storia.
Pensiamo al semipresidenzialismo alla francese, al cancellierato tedesco o al premierato britannico.
Perché l’Italia non potrebbe fare lo stesso?
Non è detto che l’architettura istituzionale che funziona in uno Stato sia adatta per il vicino.
Quale forma di sudditanza ci impedisce di pensare ad un “premierato all’italiana”, che possa calzare al meglio per le nostre esigenze? Abbiamo inventato la Repubblica, siamo stati la culla del Rinascimento, forse possiamo ambire a forgiare una forma di governo nuova, per servire al meglio il nostro Paese e le sue caratteristiche.
Alla prossima!