La settimana scorsa, mentre Milano era nel pieno delle Olimpiadi Invernali, noi di ioCambio abbiamo organizzato un incontro che non ha fatto troppo clamore, non ha riempito le prime pagine, non ha scatenato polemiche.
Eppure era esattamente quello che volevamo.
Davanti a una platea di imprenditori e startupper under 40, abbiamo portato sul palco il Ministro per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Casellati, insieme a Nicola Drago (presidente di ioCambio e Vice Presidente De Agostini) e Davide Dattoli, founder di Talent Garden. Il tema? “Innovazione Digitale vs Innovazione Istituzionale”.

Quando i numeri parlano più delle ideologie
Il dibattito ha messo sul tavolo una questione che troppo spesso viene ignorata: innovazione digitale e innovazione istituzionale non sono alternative, ma due leve complementari per liberare il potenziale imprenditoriale del Paese.

Le imprese italiane spendono circa 80 miliardi di euro l’anno solo per far fronte agli adempimenti burocratici. Se si considerano anche famiglie e cittadini, il costo complessivo arriva a 225 miliardi di euro anni. Sono soldi che non vanno in innovazione, in assunzioni, in crescita. Vanno in scartoffie.
E c’è di più. Negli ultimi dieci anni l’instabilità politica è costata all’Italia 265 miliardi di euro in maggiori interessi sul debito pubblico.
Tradotto: paghiamo di più perché siamo considerati inaffidabili.
Come ha detto Nicola Drago: “Il premierato è una riforma necessaria per superare l’instabilità cronica dei governi e cambiare le regole del gioco. Senza stabilità non è possibile programmare, investire, innovare. Per questo il premierato non è una riforma ideologica, ma una riforma di responsabilità, che unisce innovazione istituzionale e sviluppo economico”.

Perché stiamo lavorando adesso
Qualcuno potrebbe chiedersi: perché organizzare un evento del genere proprio ora? Il premierato non è ancora in cima all’agenda politica, non è sotto i riflettori, non è nel dibattito quotidiano.
Ed è esattamente per questo.
Guardate cosa sta succedendo con il referendum sulla giustizia. A meno di due mesi dal voto, il dibattito è ormai completamente polarizzato. Propaganda da una parte, contro-propaganda dall’altra. Tifoserie contrapposte. E nel mezzo, i cittadini che devono capire di cosa si sta parlando, ma vengono sommersi da slogan, mezze verità e strumentalizzazioni.
Prepararsi prima che inizi il bombardamento
È per questo che il nostro lavoro è iniziato già da tempo. Prima che il tema diventi “caldo” e che scendano in campo le macchine della propaganda di partito.
Stiamo costruendo un dibattito informato, basato su dati concreti, su esperienze internazionali, su analisi serie. Stiamo parlando con imprenditori, giovani, cittadini che vogliono capire davvero cosa significherebbe questa riforma per il loro futuro.
Perché quando arriverà il momento del referendum sul premierato, vogliamo che siate pronti, che abbiate già letto, studiato, confrontato. Che abbiate sentito voci indipendenti, costituzionalisti, economisti.
Che abbiate i vostri strumenti per distinguere la realtà dalla propaganda.
Il nostro impegno continua
Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: divulgazione indipendente, eventi informativi, analisi nel merito. Lontano dai riflettori quando serve, sotto i riflettori quando è necessario.
Perché il premierato, come tutte le grandi riforme costituzionali, non dovrebbe essere “di destra” o “di sinistra”. Dovrebbe essere valutato per quello che è: un cambiamento che può migliorare o peggiorare il nostro sistema, a seconda di come viene fatto.
E noi vogliamo che quando arriverà il vostro momento di scegliere, lo facciate con tutti gli strumenti che servono.
Alla prossima!