Il nostro evento dell’altra settimana, durante il quale abbiamo presentato un sondaggio commissionato da ioCambio a SWG (qui trovate la ricerca), è decisamente riuscito.
L’incontro si è svolto nella prestigiosa Sala Lauree dell’Università La Sapienza e ha visto la partecipazione di importanti relatori: per ioCambio, il direttore Alessandro Tommasi e Natale D’Amico; per Libertà Eguale, il costituzionalista professor Stefano Ceccanti; e per SWG, Rado Fonda.
L’aula era gremita di giovani, tra studenti universitari e membri della nostra community, a dimostrazione di un interesse sempre crescente per il tema delle riforme istituzionali. E i risultati del sondaggio hanno confermato quanto questo dibattito sia centrale nel Paese.

Alcuni dati del sondaggio
In particolare, il 56% degli italiani ritiene necessarie riforme istituzionali che garantiscano finalmente maggiore stabilità ai governi. Ancora più significativo il dato secondo cui fino al 64% degli intervistati si dice favorevole a una modifica dell’attuale riforma del premierato in linea con le proposte di ioCambio, che prevedono tre elementi chiave:
1. Introduzione del ballottaggio per l’elezione diretta del Premier
2. Maggiori garanzie per la neutralità del Presidente della Repubblica
3. Più tutele per le opposizioni con l’introduzione di uno statuto ad hoc

Ma il dato più sorprendente è quello relativo all’elettorato di centrosinistra: oltre la metà degli elettori di quell’orientamento si dichiara favorevole all’introduzione del premierato, a patto che vengano accolte le proposte di ioCambio.
Questo dimostra che una mediazione tra le diverse posizioni è possibile e che il consenso attorno a quella che potrebbe essere la riforma più importante per l’Italia dal dopoguerra può crescere in maniera significativa.
Ora la domanda cruciale è: cosa serve per vedere il Paese muoversi concretamente in questa direzione? Da un lato, è necessario che la maggioranza attualmente al governo sia disposta ad apportare modifiche al modello di premierato, attualmente ancora debole. Dall’altro, è fondamentale che le opposizioni accettino di sedersi al tavolo e offrano un contributo concreto al miglioramento della riforma, anziché limitarsi a impugnare la Costituzione (più bella del mondo…) e gridare al colpo di stato ogni volta che viene proposto un aggiornamento della forma di governo. Perché questo atteggiamento equivale a negare che l’Italia sia uno dei Paesi più instabili al mondo e che da qui derivi buona parte della nostra atavica inconcludenza.
Noi di ioCambio continueremo a lavorare per favorire un dialogo costruttivo e per portare le opposizioni al tavolo delle trattative, con l’obiettivo di migliorare la proposta e garantire un sistema più stabile ed efficace per tutti. E come sempre, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.