Mercoledì 9 luglio sarà un giorno molto importante per la nostra associazione: il presidente e fondatore Nicola Drago sarà audito alla Commissione Affari Costituzionali della Camera per presentare le nostre posizioni in merito al premierato. Un momento non solo simbolico, che testimonia come ioCambio in soli tre anni di attività sia divenuta protagonista del dibattito sulle riforme istituzionali.

Ma cos’è un’audizione parlamentare e perché è rilevante?
Le audizioni servono a raccogliere il parere di esperti su proposte di legge in discussione. È uno spazio istituzionale di confronto, in cui chi lavora sul tema può offrire spunti, sollevare criticità o suggerire miglioramenti. L’intervento di Nicola Drago sarà quindi un’occasione per ribadire con forza l’urgenza di una riforma istituzionale che garantisca all’Italia stabilità e capacità di governo.
Questa importante svolta non sarebbe stata possibile senza decine e decine di confronti con costituzionalisti, politici e cittadini che abbiamo tenuto in questi mesi.
Proprio perché crediamo nella forza del confronto, continuiamo a raccogliere e analizzare i dubbi più frequenti. Uno tra tutti riguarda il nostro approccio originale alla riforma.
In molti ci hanno chiesto:
Ma perché noi italiani dobbiamo inventare un nuovo modello istituzionale/una nuova forma di governo e non ne prendiamo uno già in uso?
Secondo noi, la risposta è semplice:
perché ogni Paese ha una sua storia, una sua cultura politica e un suo equilibrio sociale. Le grandi democrazie europee non hanno semplicemente copiato modelli preesistenti: hanno costruito istituzioni nuove, su misura per le loro esigenze.La Francia ha creato il semipresidenzialismo per superare il caos della Quarta Repubblica. La Germania ha inventato il cancellierato per garantire stabilità in un contesto federale. Il Regno Unito ha consolidato un premierato forte dentro una monarchia parlamentare.
E noi? Perché non potremmo creare un “premierato all’italiana”, capace di correggere le distorsioni del parlamentarismo che ci accompagna da 70 anni?
Non è arroganza, è senso di responsabilità. È consapevolezza che solo modificando le istituzioni potremo aspirare a una democrazia funzionante, dove chi vince le elezioni ha le leve e il tempo per governare.
Abbiamo già inventato molto. È il momento di farlo ancora, per il bene del Paese. Noi vi aggiorniamo sulla strada che stiamo facendo. A partire dal resoconto dell’audizione alla Camera. Seguiteci per scoprire com’è andata.
Alla prossima!